Il contributo indaga la funzione del suono e del rumore come dispositivi di costruzione dell’altrove nel romanzo arturiano d’oïl, concentrandosi in particolare sull’episodio della Cité Gaste nel Li Biaus Descouneüs di Renaut de Beaujeu. Attraverso l’analisi delle illusioni acustiche orchestrate dal mago Mabon – melodie celestiali, frastuoni infernali, finestre che sbattono, galoppate tonanti e percussioni rituali – l’articolo mostra come lo spazio meraviglioso sia configurato come una vera camera di riverberazione, nella quale il cavaliere viene disorientato, soggiogato e posto alla prova. Il palazzo dalle mille finestre appare così come una dimora cosmica e illusionistica, governata da un potere magico-sonoro che agisce sul confine fra incantamento, prestidigitazione e esperienza iniziatica. Il confronto con il Conte du Graal di Chrétien de Troyes e con il Parzival di Wolfram von Eschenbach consente di riconoscere una più ampia costellazione di architetture arturiane fondate su effetti son et lumière, in cui finestre, letti meravigliosi, colonne, strumenti e rumori concorrono a modellare spazi sospesi tra il qui e l’altrove. In dialogo con Eliade, Walter e gli studi sullo sciamanismo, il contributo interpreta queste dimore come palazzi-cosmo: luoghi nei quali il mago-illusionista crea e controlla lo spazio attraverso il suono, mentre l’eroe, riconquistando il centro, rifonda provvisoriamente l’ordine contro le potenze del caos.

La casa dalle finestre che sbattono. Illusioni sonore e prestidigitazioni rumoriste nel romanzo arturiano d'oïl

Elena Muzzolon
2024

Abstract

Il contributo indaga la funzione del suono e del rumore come dispositivi di costruzione dell’altrove nel romanzo arturiano d’oïl, concentrandosi in particolare sull’episodio della Cité Gaste nel Li Biaus Descouneüs di Renaut de Beaujeu. Attraverso l’analisi delle illusioni acustiche orchestrate dal mago Mabon – melodie celestiali, frastuoni infernali, finestre che sbattono, galoppate tonanti e percussioni rituali – l’articolo mostra come lo spazio meraviglioso sia configurato come una vera camera di riverberazione, nella quale il cavaliere viene disorientato, soggiogato e posto alla prova. Il palazzo dalle mille finestre appare così come una dimora cosmica e illusionistica, governata da un potere magico-sonoro che agisce sul confine fra incantamento, prestidigitazione e esperienza iniziatica. Il confronto con il Conte du Graal di Chrétien de Troyes e con il Parzival di Wolfram von Eschenbach consente di riconoscere una più ampia costellazione di architetture arturiane fondate su effetti son et lumière, in cui finestre, letti meravigliosi, colonne, strumenti e rumori concorrono a modellare spazi sospesi tra il qui e l’altrove. In dialogo con Eliade, Walter e gli studi sullo sciamanismo, il contributo interpreta queste dimore come palazzi-cosmo: luoghi nei quali il mago-illusionista crea e controlla lo spazio attraverso il suono, mentre l’eroe, riconquistando il centro, rifonda provvisoriamente l’ordine contro le potenze del caos.
2024
Altri mondi. Fra percezione e rappresentazione
9788898500420
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