La presente ricerca trae l’abbrivio dalla distinzione concettuale tra le nozioni di Presidenza della Repubblica (per tale intendendosi la magistratura presidenziale astrattamente considerata, quale modello costituzionale, per quanto possibile, ancora scevro di condizionamenti provenienti dall’esperienza fattuale) e di Presidente della Repubblica (per tale intendendosi, invece, il titolare della carica, concretamente operante nell’ambito delle dinamiche della forma di governo). Alla Presidenza della Repubblica è dedicata la prima parte dell’elaborato, nella quale – attraverso l’apprezzamento dei lavori svolti in Assemblea costituente e, soprattutto, del dibattito dottrinale coevo o di poco successivo all’entrata in vigore della Costituzione – si è cercato di individuare una serie di inderogabili ‘punti fermi’, caratterizzanti in modo peculiare e irrinunciabile la posizione costituzionale rivestita dal Capo dello Stato nel vigente assetto ordinamentale. Al Presidente della Repubblica è, invece, dedicata la seconda parte del lavoro, nel cui ambito ci si è proposti di indagare – sotto una pluralità di punti di vista (carattere tendenzialmente monistico della forma di governo, con conseguente non sussistenza di un legame fiduciario tra Governo e Capo dello Stato e non attribuzione a quest’ultimo del potere di revocare i ministri; rappresentanza dell’unità nazionale, nella sua problematica relazione dialettica con la rappresentanza dell’unità maggioritaria; estraneità della funzione presidenziale rispetto alle tre tradizionali funzioni statuali e interventismo quirinalizio nell’ambito della produzione normativa e della politica estera; ruolo di garanzia giuridico-politica della Costituzione; poteri di intermediazione politica, con particolare riguardo all’esercizio dei poteri di nomina dei singoli ministri e di scioglimento anticipato delle Camere) – talune, significative forme di ‘trasposizione’ del modello ‘statico’, in precedenza delineato, in modello ‘dinamico’, immerso nell’instabile fluire della quotidianità istituzionale, onde saggiare, almeno in parte, l’attuale grado di corrispondenza tra il secondo e il primo.
Dalla Presidenza al Presidente della Repubblica. Un itinerario costituzionale tra essere e dover essere / Menegatto, G.. - (2026 Mar 19).
Dalla Presidenza al Presidente della Repubblica. Un itinerario costituzionale tra essere e dover essere
MENEGATTO, GIACOMO
2026
Abstract
La presente ricerca trae l’abbrivio dalla distinzione concettuale tra le nozioni di Presidenza della Repubblica (per tale intendendosi la magistratura presidenziale astrattamente considerata, quale modello costituzionale, per quanto possibile, ancora scevro di condizionamenti provenienti dall’esperienza fattuale) e di Presidente della Repubblica (per tale intendendosi, invece, il titolare della carica, concretamente operante nell’ambito delle dinamiche della forma di governo). Alla Presidenza della Repubblica è dedicata la prima parte dell’elaborato, nella quale – attraverso l’apprezzamento dei lavori svolti in Assemblea costituente e, soprattutto, del dibattito dottrinale coevo o di poco successivo all’entrata in vigore della Costituzione – si è cercato di individuare una serie di inderogabili ‘punti fermi’, caratterizzanti in modo peculiare e irrinunciabile la posizione costituzionale rivestita dal Capo dello Stato nel vigente assetto ordinamentale. Al Presidente della Repubblica è, invece, dedicata la seconda parte del lavoro, nel cui ambito ci si è proposti di indagare – sotto una pluralità di punti di vista (carattere tendenzialmente monistico della forma di governo, con conseguente non sussistenza di un legame fiduciario tra Governo e Capo dello Stato e non attribuzione a quest’ultimo del potere di revocare i ministri; rappresentanza dell’unità nazionale, nella sua problematica relazione dialettica con la rappresentanza dell’unità maggioritaria; estraneità della funzione presidenziale rispetto alle tre tradizionali funzioni statuali e interventismo quirinalizio nell’ambito della produzione normativa e della politica estera; ruolo di garanzia giuridico-politica della Costituzione; poteri di intermediazione politica, con particolare riguardo all’esercizio dei poteri di nomina dei singoli ministri e di scioglimento anticipato delle Camere) – talune, significative forme di ‘trasposizione’ del modello ‘statico’, in precedenza delineato, in modello ‘dinamico’, immerso nell’instabile fluire della quotidianità istituzionale, onde saggiare, almeno in parte, l’attuale grado di corrispondenza tra il secondo e il primo.| File | Dimensione | Formato | |
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