Questo saggio analizza l’evoluzione architettonica del complesso osservante di San Francesco Grande a Padova tra il primo Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento, attraverso il confronto sistematico tra fonti documentarie e lettura diretta delle strutture edilizie. La fase originaria di insediamento (1416-ca. 1430), promossa da Baldo Bonafari e Sibilia Cetto in relazione alla fondazione dell’ospedale, è interpretata come un progetto unitario e coerente, organizzato in connessione con il lungo porticato su via San Francesco. La successiva fase di ampliamento, avviata intorno alla metà del Quattrocento e conclusa nei primi decenni del Cinquecento, comportò una profonda riorganizzazione degli spazi conventuali e il rinnovamento della chiesa, culminato nell’impianto a tre navate con transetto e nuovo coro. L’analisi mette in luce come le apparenti irregolarità e discontinuità del complesso siano il risultato di adattamenti successivi, riusi e sovrapposizioni consapevoli, restituendo San Francesco Grande come un caso emblematico per lo studio dell’architettura minoritica osservante in Veneto tra Medioevo e prima Età Moderna.
San Francesco Grande. L’architettura della chiesa e del convento nel Quattrocento e agli inizi del Cinquecento
Davide Tramarin
2026
Abstract
Questo saggio analizza l’evoluzione architettonica del complesso osservante di San Francesco Grande a Padova tra il primo Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento, attraverso il confronto sistematico tra fonti documentarie e lettura diretta delle strutture edilizie. La fase originaria di insediamento (1416-ca. 1430), promossa da Baldo Bonafari e Sibilia Cetto in relazione alla fondazione dell’ospedale, è interpretata come un progetto unitario e coerente, organizzato in connessione con il lungo porticato su via San Francesco. La successiva fase di ampliamento, avviata intorno alla metà del Quattrocento e conclusa nei primi decenni del Cinquecento, comportò una profonda riorganizzazione degli spazi conventuali e il rinnovamento della chiesa, culminato nell’impianto a tre navate con transetto e nuovo coro. L’analisi mette in luce come le apparenti irregolarità e discontinuità del complesso siano il risultato di adattamenti successivi, riusi e sovrapposizioni consapevoli, restituendo San Francesco Grande come un caso emblematico per lo studio dell’architettura minoritica osservante in Veneto tra Medioevo e prima Età Moderna.Pubblicazioni consigliate
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