La tesi analizza i manufatti in vetro databili tra la fine del Bronzo Recente e la piena età del Ferro, provenienti da due contesti dell’Italia settentrionale: Frattesina di Fratta Polesine (RO) e Forcello di Bagnolo San Vito (MN). I due siti, separati da uno iato cronologico significativo, permettono di indagare le trasformazioni tecnologiche e culturali nelle produzioni vitree di questo periodo cronologico. Dopo l’inquadramento topografico e archeologico dei due contesti (Cap. 2–3), la ricerca adotta un approccio multi-analitico (Cap. 4), che integra indagini crono-tipologiche con molteplici e complementari analisi archeometriche (OM, SEM-EDS, EPMA, µ-Raman, LA-ICP-MS). Tale metodologia ha consentito di caratterizzare le materie prime, i flussanti e gli stabilizzanti impiegati, oltre alle tecniche di colorazione, decolorazione e opacizzazione, e delineando il loro areale di approvvigionamento. Lo studio dei reperti (Cap. 5) ha incluso 367 oggetti, dei quali 84, complessivi per i due siti, sottoposti ad analisi archeometriche. A Frattesina (Cap. 6) prevalgono indicatori diretti di lavorazione (blocchetti, crogioli, scarti) e numerosi vaghi di collana, con testimonianze di sperimentazione tecnologica. Al Forcello (Cap. 7) emergono invece manufatti di elevata qualità e varietà tipologica, tra cui balsamari, pedine da gioco, bracciali e castoni, coerenti con l’orizzonte culturale etrusco e con dinamiche di interscambio mediterraneo e transalpino. I risultati composizionali (Cap. 8–9) mostrano a Frattesina la prevalenza di vetri a basso magnesio e alto potassio (LMHK), in sostituzione dei precedenti HMG, mentre al Forcello si osserva l’uso di vetri al natron (LMG), caratterizzati da una ricca gamma cromatica (blu, bianchi, gialli, verdi, ambra, neri). Il confronto con i dati in letteratura (Cap. 10) conferma il ruolo di Frattesina come polo attivo di trasformazione e distribuzione, e del Forcello come centro di ricezione dei prodotti. Le conclusioni (Cap. 11) evidenziano il contributo di questo studio alla definizione delle dinamiche di continuità e innovazione che segnarono il passaggio dal Bronzo Finale all’età del Ferro nelle produzioni vitree dell’Italia protostorica.
L'evoluzione delle composizioni vetrose dal Bronzo Recente alla piena età del Ferro in Italia centro-settentrionale / Malaman, E.. - (2026 Feb 23).
L'evoluzione delle composizioni vetrose dal Bronzo Recente alla piena età del Ferro in Italia centro-settentrionale
MALAMAN, ELISABETTA
2026
Abstract
La tesi analizza i manufatti in vetro databili tra la fine del Bronzo Recente e la piena età del Ferro, provenienti da due contesti dell’Italia settentrionale: Frattesina di Fratta Polesine (RO) e Forcello di Bagnolo San Vito (MN). I due siti, separati da uno iato cronologico significativo, permettono di indagare le trasformazioni tecnologiche e culturali nelle produzioni vitree di questo periodo cronologico. Dopo l’inquadramento topografico e archeologico dei due contesti (Cap. 2–3), la ricerca adotta un approccio multi-analitico (Cap. 4), che integra indagini crono-tipologiche con molteplici e complementari analisi archeometriche (OM, SEM-EDS, EPMA, µ-Raman, LA-ICP-MS). Tale metodologia ha consentito di caratterizzare le materie prime, i flussanti e gli stabilizzanti impiegati, oltre alle tecniche di colorazione, decolorazione e opacizzazione, e delineando il loro areale di approvvigionamento. Lo studio dei reperti (Cap. 5) ha incluso 367 oggetti, dei quali 84, complessivi per i due siti, sottoposti ad analisi archeometriche. A Frattesina (Cap. 6) prevalgono indicatori diretti di lavorazione (blocchetti, crogioli, scarti) e numerosi vaghi di collana, con testimonianze di sperimentazione tecnologica. Al Forcello (Cap. 7) emergono invece manufatti di elevata qualità e varietà tipologica, tra cui balsamari, pedine da gioco, bracciali e castoni, coerenti con l’orizzonte culturale etrusco e con dinamiche di interscambio mediterraneo e transalpino. I risultati composizionali (Cap. 8–9) mostrano a Frattesina la prevalenza di vetri a basso magnesio e alto potassio (LMHK), in sostituzione dei precedenti HMG, mentre al Forcello si osserva l’uso di vetri al natron (LMG), caratterizzati da una ricca gamma cromatica (blu, bianchi, gialli, verdi, ambra, neri). Il confronto con i dati in letteratura (Cap. 10) conferma il ruolo di Frattesina come polo attivo di trasformazione e distribuzione, e del Forcello come centro di ricezione dei prodotti. Le conclusioni (Cap. 11) evidenziano il contributo di questo studio alla definizione delle dinamiche di continuità e innovazione che segnarono il passaggio dal Bronzo Finale all’età del Ferro nelle produzioni vitree dell’Italia protostorica.| File | Dimensione | Formato | |
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Tipologia:
Tesi di dottorato
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