Il saggio affronta la questione del patrimonio dissonante ereditato dal fascismo in Italia, ovvero quel vasto insieme di edifici, decorazioni e monumenti che, per il loro forte carattere ideologico, generano oggi un problema di gestione critica. Prendendo le mosse dal dibattito innescato dall'articolo di Ruth Ben-Ghiat (2017), nel saggio si ripercorre la storia della ricezione dell'arte del ventennio fascista in Italia, segnata dalla tendenza - di matrice crociana e formalista- a separare il valore estetico delle opere dal contesto politico in cui furono prodotte. Il contributo analizza poi il ruolo della normativa sui beni culturali nell'orientare le scelte di tutela e restauro, discutendo casi emblematici come la Casa del Fascio di Terragni, l'affresco di Sironi alla Sapienza, il murale di Montanarini al CONI. Particolare attenzione è dedicata al patrimonio fascista dell'Università di Padova (Palazzo Bo, la "Basilica" di Casarini, l'ex Centro Rionale Bonservizi) e al caso esemplare dell'intervento di Jannis Kounellis nel Cortile Nuovo del Bo (1995), proposto come modello di risignificazione critica attraverso l'arte contemporanea. Il saggio sottolinea l'urgenza di superare l'indifferenza diffusa e di elaborare strategie di contestualizzazione storica e coinvolgimento didattico, in particolare all'interno delle istituzioni universitarie.

Gestire il patrimonio dissonante. Casi italiani fra tutela e risignificazione critica

Giuliana Tomasella
2026

Abstract

Il saggio affronta la questione del patrimonio dissonante ereditato dal fascismo in Italia, ovvero quel vasto insieme di edifici, decorazioni e monumenti che, per il loro forte carattere ideologico, generano oggi un problema di gestione critica. Prendendo le mosse dal dibattito innescato dall'articolo di Ruth Ben-Ghiat (2017), nel saggio si ripercorre la storia della ricezione dell'arte del ventennio fascista in Italia, segnata dalla tendenza - di matrice crociana e formalista- a separare il valore estetico delle opere dal contesto politico in cui furono prodotte. Il contributo analizza poi il ruolo della normativa sui beni culturali nell'orientare le scelte di tutela e restauro, discutendo casi emblematici come la Casa del Fascio di Terragni, l'affresco di Sironi alla Sapienza, il murale di Montanarini al CONI. Particolare attenzione è dedicata al patrimonio fascista dell'Università di Padova (Palazzo Bo, la "Basilica" di Casarini, l'ex Centro Rionale Bonservizi) e al caso esemplare dell'intervento di Jannis Kounellis nel Cortile Nuovo del Bo (1995), proposto come modello di risignificazione critica attraverso l'arte contemporanea. Il saggio sottolinea l'urgenza di superare l'indifferenza diffusa e di elaborare strategie di contestualizzazione storica e coinvolgimento didattico, in particolare all'interno delle istituzioni universitarie.
2026
Patrimonio disonante o conflictivo. Gestiòn y tratamiento de un objeto poliédrico
978-84-338-7413-9
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