Riassunto. Scopo dello studio è di verificare se il training “Interpersonal Cognitive Problem Solving” (ICPS, Shure e Spivack, 1978) è risultato efficace in particolare per i bambini con segnali precoci di disadattamento scolastico. Lo studio è stato condotto su un campione di 68 bambini (34 gruppo sperimentale e 34 gruppo di controllo) di classe prima e seconda elementare. Sono stati identificati 15 bambini a rischio disadattamento (9 del gruppo sperimentale e 6 del gruppo di controllo). L’analisi statistica è stata effettuata utilizzando la tecnica dei contrasti a priori per confrontare l’efficacia del trattamento nei diversi gruppi di bambini. I risultati hanno evidenziato come i bambini a rischio del gruppo sperimentale, rispetto a quello di controllo, ma anche rispetto a quelli del sottogruppo dei ragazzi non a rischio (sperimentale e di controllo), hanno diminuito significativamente i punteggi relativi agli aspetti problematici (problemi comportamentali e di apprendimento) e hanno incrementato quelli relativi ad alcune competenze (tolleranza alla frustrazione). I risultati dello studio sembrano confermare l’efficacia del training in particolare per il gruppo indicato dei ragazzi a rischio disadattamento ed in relazione all’emissione di comportamenti problematici.

Valutazione dell'efficacia del training Interpersonal Cognitive Problem Solving per l'incremento di abilita sociali tra bambini a rischio

SANTINELLO, MASSIMO;VIENO, ALESSIO;ALTOE', GIANMARCO
2006

Abstract

Riassunto. Scopo dello studio è di verificare se il training “Interpersonal Cognitive Problem Solving” (ICPS, Shure e Spivack, 1978) è risultato efficace in particolare per i bambini con segnali precoci di disadattamento scolastico. Lo studio è stato condotto su un campione di 68 bambini (34 gruppo sperimentale e 34 gruppo di controllo) di classe prima e seconda elementare. Sono stati identificati 15 bambini a rischio disadattamento (9 del gruppo sperimentale e 6 del gruppo di controllo). L’analisi statistica è stata effettuata utilizzando la tecnica dei contrasti a priori per confrontare l’efficacia del trattamento nei diversi gruppi di bambini. I risultati hanno evidenziato come i bambini a rischio del gruppo sperimentale, rispetto a quello di controllo, ma anche rispetto a quelli del sottogruppo dei ragazzi non a rischio (sperimentale e di controllo), hanno diminuito significativamente i punteggi relativi agli aspetti problematici (problemi comportamentali e di apprendimento) e hanno incrementato quelli relativi ad alcune competenze (tolleranza alla frustrazione). I risultati dello studio sembrano confermare l’efficacia del training in particolare per il gruppo indicato dei ragazzi a rischio disadattamento ed in relazione all’emissione di comportamenti problematici.
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