INTRODUZIONE La spondilite anchilosante (SA) è una malattia che colpisce elettivamente lo scheletro, a carico del quale col passare del tempo determina una diffusa rigidità, esito di infiammazione cronica del tessuto connettivo fibroso e dell’osso nelle sedi inserzionali di tendini e ligamenti. L’utilizzo dei farmaci biologici ha notevolmente migliorato il controllo sul dolore, la mobilità, il grado di disabilità, e la qualità di vita dei pazienti con SA. SCOPO DEL LAVORO Lo scopo del presente studio è stato quello di valutare il ruolo della riabilitazione in pazienti affetti da SA. MATERIALI E METODI Sono stati arruolati 58 pazienti affetti da SA in terapia con farmaco biologico (anti- TNFα) da almeno 9 mesi, randomizzati in tre gruppi, A, B e C, rispettivamente 19, 19 e 20 soggetti. I pazienti del gruppo A hanno partecipato a un programma riabilitativo con due incontri di educazione sulle caratteristiche e sulla prevenzione delle disabilità e con un ciclo di 10 sedute di cinesiterapia in palestra, effettuata a piccoli gruppi sotto la supervisione del fisioterapista. I pazienti del gruppo B hanno partecipato esclusivamente alle due sedute di educazione. I pazienti del gruppo C (gruppo di controllo) non hanno effettuato alcun intervento educativo o riabilitativo. Dopo la raccolta dei dati demografici (sesso, età, durata di malattia), tutti i partecipanti sono stai sottoposti, al tempo 0, dopo 2 e 6 mesi, alle seguenti valutazioni: dolore e rigidità del rachide con la scala Visuo-Analogica (VAS), numero di articolazioni tumefatte e dolenti, espansione toracica, attività di malattia con l’indice metrologico specifico BASMI (Bath Ankylosing Spondylitis Metrology Index), articolarità del rachide (globale e divisa per distretti) attraverso misure di superficie fatte con un goniometro tascabile a indice pesante e ago-bussola (Inclimed®), e nastro centimetrato. L’indagine si concludeva con la somministrazione di alcune scale di autovalutazione riguardanti il dolore e la rigidità BASDAI (Bath Ankylosing Spondylitis Disease Activity Index), grado di funzionalità BASFI (Bath Ankylosing Spondylitis Functional Index) e la qualità di vita HAQ (Health Assessment Questionnaire) e MOS SF-36 (Medical Outcomes Study 36-Items Short-Form Healthy Survey). RISULTATI A 6 mesi è stato evidenziato un miglioramento significativamente maggiore nel gruppo A, rispetto ai gruppi B e C, per mobilità del rachide, BASMI, espansione toracica, BASFI e HAQ e gran parte dei domini della scala SF-36. E’interessante sottolineare che il miglioramento del gruppo A era per gran parte già presente al 2° mese. Per quanto riguardava VAS e BASDAI, non sono risultate differenze statisticamente significative tra i gruppi A e B, ma entrambi presentavano un miglioramento significativo rispetto al gruppo C. CONCLUSIONI Alla luce dei risultati di questo studio si ritiene che il trattamento riabilitativo possa ancora essere considerato un valido supporto terapeutico nei pazienti affetti da SA in trattamento con farmaco biologico.

Trattamento riabilitativo in pazienti con spondilite anchilosante trattati con farmaco biologico: studio randonizzato controllato.

MASIERO, STEFANO;BONALDO, LARA;LO NIGRO, ALESSANDRO;PIGATTO, MAURIZIA;RAMONDA, ROBERTA;PUNZI, LEONARDO;FERRARO, CLAUDIO
2009

Abstract

INTRODUZIONE La spondilite anchilosante (SA) è una malattia che colpisce elettivamente lo scheletro, a carico del quale col passare del tempo determina una diffusa rigidità, esito di infiammazione cronica del tessuto connettivo fibroso e dell’osso nelle sedi inserzionali di tendini e ligamenti. L’utilizzo dei farmaci biologici ha notevolmente migliorato il controllo sul dolore, la mobilità, il grado di disabilità, e la qualità di vita dei pazienti con SA. SCOPO DEL LAVORO Lo scopo del presente studio è stato quello di valutare il ruolo della riabilitazione in pazienti affetti da SA. MATERIALI E METODI Sono stati arruolati 58 pazienti affetti da SA in terapia con farmaco biologico (anti- TNFα) da almeno 9 mesi, randomizzati in tre gruppi, A, B e C, rispettivamente 19, 19 e 20 soggetti. I pazienti del gruppo A hanno partecipato a un programma riabilitativo con due incontri di educazione sulle caratteristiche e sulla prevenzione delle disabilità e con un ciclo di 10 sedute di cinesiterapia in palestra, effettuata a piccoli gruppi sotto la supervisione del fisioterapista. I pazienti del gruppo B hanno partecipato esclusivamente alle due sedute di educazione. I pazienti del gruppo C (gruppo di controllo) non hanno effettuato alcun intervento educativo o riabilitativo. Dopo la raccolta dei dati demografici (sesso, età, durata di malattia), tutti i partecipanti sono stai sottoposti, al tempo 0, dopo 2 e 6 mesi, alle seguenti valutazioni: dolore e rigidità del rachide con la scala Visuo-Analogica (VAS), numero di articolazioni tumefatte e dolenti, espansione toracica, attività di malattia con l’indice metrologico specifico BASMI (Bath Ankylosing Spondylitis Metrology Index), articolarità del rachide (globale e divisa per distretti) attraverso misure di superficie fatte con un goniometro tascabile a indice pesante e ago-bussola (Inclimed®), e nastro centimetrato. L’indagine si concludeva con la somministrazione di alcune scale di autovalutazione riguardanti il dolore e la rigidità BASDAI (Bath Ankylosing Spondylitis Disease Activity Index), grado di funzionalità BASFI (Bath Ankylosing Spondylitis Functional Index) e la qualità di vita HAQ (Health Assessment Questionnaire) e MOS SF-36 (Medical Outcomes Study 36-Items Short-Form Healthy Survey). RISULTATI A 6 mesi è stato evidenziato un miglioramento significativamente maggiore nel gruppo A, rispetto ai gruppi B e C, per mobilità del rachide, BASMI, espansione toracica, BASFI e HAQ e gran parte dei domini della scala SF-36. E’interessante sottolineare che il miglioramento del gruppo A era per gran parte già presente al 2° mese. Per quanto riguardava VAS e BASDAI, non sono risultate differenze statisticamente significative tra i gruppi A e B, ma entrambi presentavano un miglioramento significativo rispetto al gruppo C. CONCLUSIONI Alla luce dei risultati di questo studio si ritiene che il trattamento riabilitativo possa ancora essere considerato un valido supporto terapeutico nei pazienti affetti da SA in trattamento con farmaco biologico.
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