INTRODUZIONE La spondilite anchilosante (SA) è una spondiloartropatia infiammatoria che colpisce elettivamente lo scheletro assiale. Questo porta progressivamente alla fusione delle articolazioni affette e col passare del tempo, determina rigidità del rachide dall’occipite fino al sacro. Da un punto di vista biomeccanico, la cifosi vertebrale provoca uno spostamento in avanti e verso il basso del centro di massa (COM) del tronco nel piano sagittale. SCOPO DEL LAVORO Lo scopo dello studio è effettuare una valutazione quantitativa delle alterazioni posturali nei pazienti con SA attraverso l’analisi posturografica (analisi del centro di pressione (COP)) e posturale (cinematica articolare). MATERIALI E METODI Sono stati analizzati 12 soggetti normali e 12 con SA. I partecipanti sono stati sottoposti sia alla valutazione clinica che all’analisi posturale strumentale. L’analisi clinica prevedeva la valutazione sia della forza muscolare secondo la scala MRC (Medical Research Council), che dell’articolarità del rachide (globale e divisa per distretti) e delle articolazioni di anca ginocchio e caviglia. Per l’analisi posturale ci si è avvalsi di un sistema stereofotogrammetrico BTS Sr.l. (6 telecamere, 60-120 Hz), sincronizzato con 2 pedane di forza Bertec (FP4060-10, 960 Hz), integrato con 2 pedane di pressione Imago S.n.c (risoluzione 0,64 cm2, 150Hz). I soggetti sono stati istruiti a rimanere in stazione eretta per 60 secondi con i piedi a 30°, le braccia lungo il corpo, in corrispondenza di una pedana di forza, e a guardare un piccolo bersaglio, posto a 1 metro dagli occhi, a 7 altezze diverse: 0, ±10°, ±20°, ±30° rispetto all’altezza-occhi. Per la stima della cinematica articolare ci si è avvalsi di una versione modificata del protocollo per l’analisi del movimento Leardini et al. 2007. Si sono calcolati alcuni parametri spazio-temporali relativi al COP. E’ stato sviluppato un modello posturale per calcolare 9 angoli relativi sul piano sagittale. Per il confronto tra le due popolazioni si sono utilizate l’analisi 1 way Anova e l’analisi di correlazione di Pearsons. RISULTATI Alla valutazione clinica si è riscontrato un incremento nella cifosi toracica (> 40°) con una protrusione anteriore della testa e una diminuzione del range di movimento (ROM) del rachide cervicale e lombare. Alla valutazione strumentale si è registrata una diminuzione dei ROM di ogni articolazione (in particolare della caviglia: 2,2° ± 0,5°). In tutti i soggetti si è evidenziata una riduzione di tutti i parametri spazio-temporali estratti dal COP e una particolare difficoltà nel mantenere la postura eretta soprattutto in corrispondenza del test con bersaglio posto a ±20° rispetto all’altezza occhi. Infine si è riscontrata un’ottima correlazione tra l’andamento delle variabili cinematiche e posturografiche. CONCLUSIONI La presenza di un’alterazione posturale e di una rigidità articolare rilevate nei pazienti con SA possono ritenersi utili nella pianificazione terapeutica, e nella valutazione della sua efficacia.

Analisi dell'equilibrio e della postura in soggetti affetti da spondilite anchilosante in trattamento con farmaco biologico

DEL DIN, SILVIA;SAWACHA, ZIMI;CARRARO, ELENA;GUIOTTO, ANNAMARIA;BONALDO, LARA;PUNZI, LEONARDO;MASIERO, STEFANO;FERRARO, CLAUDIO;COBELLI, CLAUDIO
2009

Abstract

INTRODUZIONE La spondilite anchilosante (SA) è una spondiloartropatia infiammatoria che colpisce elettivamente lo scheletro assiale. Questo porta progressivamente alla fusione delle articolazioni affette e col passare del tempo, determina rigidità del rachide dall’occipite fino al sacro. Da un punto di vista biomeccanico, la cifosi vertebrale provoca uno spostamento in avanti e verso il basso del centro di massa (COM) del tronco nel piano sagittale. SCOPO DEL LAVORO Lo scopo dello studio è effettuare una valutazione quantitativa delle alterazioni posturali nei pazienti con SA attraverso l’analisi posturografica (analisi del centro di pressione (COP)) e posturale (cinematica articolare). MATERIALI E METODI Sono stati analizzati 12 soggetti normali e 12 con SA. I partecipanti sono stati sottoposti sia alla valutazione clinica che all’analisi posturale strumentale. L’analisi clinica prevedeva la valutazione sia della forza muscolare secondo la scala MRC (Medical Research Council), che dell’articolarità del rachide (globale e divisa per distretti) e delle articolazioni di anca ginocchio e caviglia. Per l’analisi posturale ci si è avvalsi di un sistema stereofotogrammetrico BTS Sr.l. (6 telecamere, 60-120 Hz), sincronizzato con 2 pedane di forza Bertec (FP4060-10, 960 Hz), integrato con 2 pedane di pressione Imago S.n.c (risoluzione 0,64 cm2, 150Hz). I soggetti sono stati istruiti a rimanere in stazione eretta per 60 secondi con i piedi a 30°, le braccia lungo il corpo, in corrispondenza di una pedana di forza, e a guardare un piccolo bersaglio, posto a 1 metro dagli occhi, a 7 altezze diverse: 0, ±10°, ±20°, ±30° rispetto all’altezza-occhi. Per la stima della cinematica articolare ci si è avvalsi di una versione modificata del protocollo per l’analisi del movimento Leardini et al. 2007. Si sono calcolati alcuni parametri spazio-temporali relativi al COP. E’ stato sviluppato un modello posturale per calcolare 9 angoli relativi sul piano sagittale. Per il confronto tra le due popolazioni si sono utilizate l’analisi 1 way Anova e l’analisi di correlazione di Pearsons. RISULTATI Alla valutazione clinica si è riscontrato un incremento nella cifosi toracica (> 40°) con una protrusione anteriore della testa e una diminuzione del range di movimento (ROM) del rachide cervicale e lombare. Alla valutazione strumentale si è registrata una diminuzione dei ROM di ogni articolazione (in particolare della caviglia: 2,2° ± 0,5°). In tutti i soggetti si è evidenziata una riduzione di tutti i parametri spazio-temporali estratti dal COP e una particolare difficoltà nel mantenere la postura eretta soprattutto in corrispondenza del test con bersaglio posto a ±20° rispetto all’altezza occhi. Infine si è riscontrata un’ottima correlazione tra l’andamento delle variabili cinematiche e posturografiche. CONCLUSIONI La presenza di un’alterazione posturale e di una rigidità articolare rilevate nei pazienti con SA possono ritenersi utili nella pianificazione terapeutica, e nella valutazione della sua efficacia.
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