In Italia la coltura del mais riveste una notevole importanza economica, con una superficie che nel 2005 superava 1.300.000 ha. Le regioni più vocate sono Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Piemonte ed Emilia Romagna che forniscono circa il 90% della produzione nazionale. Attualmente il principio attivo maggiormente utilizzato per il controllo delle infestanti del mais è la terbutilazina, distribuita in pre-emergenza nel 90% delle superfici coltivate con questo cereale. Dopo alcuni decenni dall’introduzione della terbutilazina nel mercato, con questo lavoro si intende valutare l’importanza di questo principio attivo nel controllo delle infestanti del mais mettendo a confronto tecniche di diserbo con e senza terbutilazina. 52 soluzioni erbicide, con e senza terbutilazina, di pre o post-emergenza, sono state confrontate per efficacia d’azione, perdita di resa provocata dalle infestanti non controllate dal trattamento, e convenienza economica a trattare. Tali parametri sono stati valutati grazie ad una approfondita ricerca bibliografica, all’esperienza di esperti del settore e all’uso dei programmi CLIMATICA e GESTINF. Il confronto si è basato su rilievi floristici effettuati in 67 località della Pianura Padana. L’apporto della terbutilazina al diserbo del mais nella Pianura Padana è risultato rilevante e non sempre di facile surrogazione con altre soluzioni. In specifiche situazioni floristiche anche in assenza di terbutilazina si possono avere ottimi risultati, tuttavia in presenza di alcune specie come Polygonum aviculare, Fallopia convolvulus, Acalypha virginia, etc., il contributo della terbutilazina è indispensabile.

Confronto tra soluzioni di pre e post-emergenza con o senza terbutilazina nel diserbo del mais nella Pianura Padana

MASIN, ROBERTA;BERTI, ANTONIO;ZANIN, GIUSEPPE
2006

Abstract

In Italia la coltura del mais riveste una notevole importanza economica, con una superficie che nel 2005 superava 1.300.000 ha. Le regioni più vocate sono Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Piemonte ed Emilia Romagna che forniscono circa il 90% della produzione nazionale. Attualmente il principio attivo maggiormente utilizzato per il controllo delle infestanti del mais è la terbutilazina, distribuita in pre-emergenza nel 90% delle superfici coltivate con questo cereale. Dopo alcuni decenni dall’introduzione della terbutilazina nel mercato, con questo lavoro si intende valutare l’importanza di questo principio attivo nel controllo delle infestanti del mais mettendo a confronto tecniche di diserbo con e senza terbutilazina. 52 soluzioni erbicide, con e senza terbutilazina, di pre o post-emergenza, sono state confrontate per efficacia d’azione, perdita di resa provocata dalle infestanti non controllate dal trattamento, e convenienza economica a trattare. Tali parametri sono stati valutati grazie ad una approfondita ricerca bibliografica, all’esperienza di esperti del settore e all’uso dei programmi CLIMATICA e GESTINF. Il confronto si è basato su rilievi floristici effettuati in 67 località della Pianura Padana. L’apporto della terbutilazina al diserbo del mais nella Pianura Padana è risultato rilevante e non sempre di facile surrogazione con altre soluzioni. In specifiche situazioni floristiche anche in assenza di terbutilazina si possono avere ottimi risultati, tuttavia in presenza di alcune specie come Polygonum aviculare, Fallopia convolvulus, Acalypha virginia, etc., il contributo della terbutilazina è indispensabile.
Caratteristiche agronomiche, economiche ed ambientali dei diserbanti del mais: il caso di studio della terbutilazina
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