a progressiva apertura al mercato del settore elettrico produce crescenti iniziative nell’ambito della produzione di energia elettrica; si è già ampiamente evidenziato [1] il gran numero di domande di connessione alla RTN per nuovi impianti di generazione (complessivamente per circa 100 GW). La concreta fattibilità di tali impianti è ovviamente subordinata alla realizzabilità delle loro connessioni alla RTN: in particolare, è nota la crescente difficoltà nell’ottenere attualmente concessioni per la costruzione di elettrodotti aerei a causa dell’impatto ambientale e degli interrogativi suscitati dalla Legge Quadro pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 55 (22 febbraio 2001, n. 36), riguardanti la protezione delle persone dall’esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici. Tale legge definisce, fra l’altro, i limiti di esposizione e i valori di attenzione, e rinvia per la loro determinazione a un successivo DPCM, su proposta del Ministro dell’Ambiente; in attesa della determinazione di legge si ipotizzano, per questo primo lavoro d’indagine, livelli limite di campo magnetico 0,2 e 0,5 mT (che appaiono coerenti con le prescrizioni di Legge emanate da varie Regioni, fra cui Emilia Romagna, Toscana, Veneto). In questo contesto la comunità scientifica sente l’obbligo di indagare sulle tecnologie che possono ridurre l’impatto elettromagnetico e i conseguenti oneri sul territorio, svolgendo questi ultimi un ruolo importante nella stima dei costi globali. Gli autori hanno già sviluppato un confronto tra la tecnologia ampiamente sviluppata delle linee aeree e quella innovativa degli elettrodotti blindati [1] e si propongono ora di estenderlo anche ad un’altra tecnologia di trasmissione altrettanto innovativa ovvero ai cavi ad isolamento estruso per alte ed altissime tensioni. In questa memoria si intende ampliare il quadro di confronto considerando i principali sistemi di trasmissione attualmente utilizzabili, fornendo raffronti sui costi globali (costo di investimento, valorizzazione delle perdite e oneri sul territorio) limitatamente alle connessioni dei nuovi impianti di generazione alla RTN.

Sistemi di trasmissione nel territorio

BENATO, ROBERTO;LORENZONI, ARTURO;
2001

Abstract

a progressiva apertura al mercato del settore elettrico produce crescenti iniziative nell’ambito della produzione di energia elettrica; si è già ampiamente evidenziato [1] il gran numero di domande di connessione alla RTN per nuovi impianti di generazione (complessivamente per circa 100 GW). La concreta fattibilità di tali impianti è ovviamente subordinata alla realizzabilità delle loro connessioni alla RTN: in particolare, è nota la crescente difficoltà nell’ottenere attualmente concessioni per la costruzione di elettrodotti aerei a causa dell’impatto ambientale e degli interrogativi suscitati dalla Legge Quadro pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 55 (22 febbraio 2001, n. 36), riguardanti la protezione delle persone dall’esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici. Tale legge definisce, fra l’altro, i limiti di esposizione e i valori di attenzione, e rinvia per la loro determinazione a un successivo DPCM, su proposta del Ministro dell’Ambiente; in attesa della determinazione di legge si ipotizzano, per questo primo lavoro d’indagine, livelli limite di campo magnetico 0,2 e 0,5 mT (che appaiono coerenti con le prescrizioni di Legge emanate da varie Regioni, fra cui Emilia Romagna, Toscana, Veneto). In questo contesto la comunità scientifica sente l’obbligo di indagare sulle tecnologie che possono ridurre l’impatto elettromagnetico e i conseguenti oneri sul territorio, svolgendo questi ultimi un ruolo importante nella stima dei costi globali. Gli autori hanno già sviluppato un confronto tra la tecnologia ampiamente sviluppata delle linee aeree e quella innovativa degli elettrodotti blindati [1] e si propongono ora di estenderlo anche ad un’altra tecnologia di trasmissione altrettanto innovativa ovvero ai cavi ad isolamento estruso per alte ed altissime tensioni. In questa memoria si intende ampliare il quadro di confronto considerando i principali sistemi di trasmissione attualmente utilizzabili, fornendo raffronti sui costi globali (costo di investimento, valorizzazione delle perdite e oneri sul territorio) limitatamente alle connessioni dei nuovi impianti di generazione alla RTN.
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