Baron-Cohen (1994) ha postulato l’esistenza di un meccanismo innato definito «Meccanismo di Detezione della Direzione dello Sguardo» (Eye Direction Detector,EDD), in grado di elaborare la posizione degli occhi e di costruire una prima forma di rappresentazione diadica. Una dimostrazione dell’esistenza nei primi mesi di vita di questo meccanismo è stata fornita da Hood, Willen e Driver (1998), i quali hanno evidenziato che la direzione dello sguardo di un’altra persona produce uno spostamento dell’attenzione nella direzione corrispondente. Tuttavia, Farroni, Johnson,Brockbank e Simion (2000), hanno dimostrato che in bambini di 4 mesi tale capacità è presente solo qualora il movimento delle pupille durante lo spostamento dello sguardo sia visibile. Se il meccanismo EDD postulato da Baron-Cohen è innato e l’indice attentivo è dato dal movimento delle pupille, lo stesso effetto dovrebbe essere presente fin dalla nascita. Allo scopo di verificare questa ipotesi è stato eseguito un esperimento con neonati di 2-4 giorni utilizzando un adattamento del paradigma di Hood et al. (1998).Ai neonati veniva mostrato un volto schematico che muoveva le pupille spostando gli occhi a destra o a sinistra dello schermo. Successivamente, dopo la scomparsa del volto, veniva presentato uno stimolo bersaglio (target) che poteva trovarsi nella stessa posizione segnalata dalla direzione delle pupille (posizione congruente) o in direzione opposta (posizione incongruente). I risultati ottenuti confermano l’esistenza di una precoce capacità di utilizzare la direzione degli occhi come indice attentivo, almeno nel caso in cui il movimento delle pupille sia visibile.

La direzione dello sguardo di un'altra persona può dirigere l'attenzione del neonato

FARRONI, TERESA;MASSACCESI, STEFANO;SIMION, FRANCESCA
2002

Abstract

Baron-Cohen (1994) ha postulato l’esistenza di un meccanismo innato definito «Meccanismo di Detezione della Direzione dello Sguardo» (Eye Direction Detector,EDD), in grado di elaborare la posizione degli occhi e di costruire una prima forma di rappresentazione diadica. Una dimostrazione dell’esistenza nei primi mesi di vita di questo meccanismo è stata fornita da Hood, Willen e Driver (1998), i quali hanno evidenziato che la direzione dello sguardo di un’altra persona produce uno spostamento dell’attenzione nella direzione corrispondente. Tuttavia, Farroni, Johnson,Brockbank e Simion (2000), hanno dimostrato che in bambini di 4 mesi tale capacità è presente solo qualora il movimento delle pupille durante lo spostamento dello sguardo sia visibile. Se il meccanismo EDD postulato da Baron-Cohen è innato e l’indice attentivo è dato dal movimento delle pupille, lo stesso effetto dovrebbe essere presente fin dalla nascita. Allo scopo di verificare questa ipotesi è stato eseguito un esperimento con neonati di 2-4 giorni utilizzando un adattamento del paradigma di Hood et al. (1998).Ai neonati veniva mostrato un volto schematico che muoveva le pupille spostando gli occhi a destra o a sinistra dello schermo. Successivamente, dopo la scomparsa del volto, veniva presentato uno stimolo bersaglio (target) che poteva trovarsi nella stessa posizione segnalata dalla direzione delle pupille (posizione congruente) o in direzione opposta (posizione incongruente). I risultati ottenuti confermano l’esistenza di una precoce capacità di utilizzare la direzione degli occhi come indice attentivo, almeno nel caso in cui il movimento delle pupille sia visibile.
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