Nell’ambito della Psicologia di Comunità stanno assumendo sempre maggior rilievo le metodologie di ricerca ed intervento basate sulla partecipazione dei membri della comunità, attraverso le quali è possibile trovare modalità condivise per promuoverne lo sviluppo; tra queste, particolarmente innovativa risulta la fusione della fotografia documentaristica con il principio dell’empowerment, da cui è nata una tecnica di ricerca partecipativa denominata Photovoice, che rispecchia i principi fondamentali della disciplina. La tecnica permette infatti di dare voce alle persone generalmente escluse dai processi decisionali, offrendo l’opportunità di mostrare la loro visione della comunità attraverso le immagini fotografiche. L’articolo presenta un’esperienza che ha coinvolto gli studenti di un corso di Psicologia dell’Università di Padova, in quanto principali fruitori di un mondo, quello accademico, rispetto al quale raramente sono chiamati ad esprimere i loro pareri e le loro necessità. Data la particolare importanza che riveste la fase valutativa nella definizione dell’efficacia di una tecnica, il progetto ha inteso verificare il raggiungimento di alcuni obiettivi, sinteticamente collocabili su tre livelli: innanzitutto, si è voluto allenare i ragazzi all’utilizzo di uno strumento psicologico che può trovare differenti impieghi e applicazioni, anche e soprattutto in vista di un futuro lavorativo; secondariamente, si è cercato di ottenere una realistica e sincera descrizione della condizione degli studenti padovani e della loro visione dell’Università; infine, si è mirato a dare potere a questi ultimi, rendendoli protagonisti e chiamandoli ad agire attivamente in un processo di denuncia e cambiamento.

Quando la fotografia sviluppa empowerment. Il photovoice: Il potere di una metodologia partecipativa

SANTINELLO, MASSIMO;LENZI, MICHELA;CRISTINI, FRANCESCA
2008

Abstract

Nell’ambito della Psicologia di Comunità stanno assumendo sempre maggior rilievo le metodologie di ricerca ed intervento basate sulla partecipazione dei membri della comunità, attraverso le quali è possibile trovare modalità condivise per promuoverne lo sviluppo; tra queste, particolarmente innovativa risulta la fusione della fotografia documentaristica con il principio dell’empowerment, da cui è nata una tecnica di ricerca partecipativa denominata Photovoice, che rispecchia i principi fondamentali della disciplina. La tecnica permette infatti di dare voce alle persone generalmente escluse dai processi decisionali, offrendo l’opportunità di mostrare la loro visione della comunità attraverso le immagini fotografiche. L’articolo presenta un’esperienza che ha coinvolto gli studenti di un corso di Psicologia dell’Università di Padova, in quanto principali fruitori di un mondo, quello accademico, rispetto al quale raramente sono chiamati ad esprimere i loro pareri e le loro necessità. Data la particolare importanza che riveste la fase valutativa nella definizione dell’efficacia di una tecnica, il progetto ha inteso verificare il raggiungimento di alcuni obiettivi, sinteticamente collocabili su tre livelli: innanzitutto, si è voluto allenare i ragazzi all’utilizzo di uno strumento psicologico che può trovare differenti impieghi e applicazioni, anche e soprattutto in vista di un futuro lavorativo; secondariamente, si è cercato di ottenere una realistica e sincera descrizione della condizione degli studenti padovani e della loro visione dell’Università; infine, si è mirato a dare potere a questi ultimi, rendendoli protagonisti e chiamandoli ad agire attivamente in un processo di denuncia e cambiamento.
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