L’articolo entra nel merito degli assunti di base da cui hanno preso le mosse il progetto Daphne “Empower” parallelamente al progetto Iprase “Diventare madri di sé stesse”, i quali intendono promuovere una consapevolezza e una trasformazione, da parte di giovani donne universitarie, degli script di subordinazione assunti e l’attivazione di una solidarietà femminile giocata in un reciproco supporto all’emancipazione e all’emersione spontanea delle soggettive peculiarità. Si tratta di un intervento di socializzazione secondaria volta a comprendere le tematiche relative al nesso tra interiorizzazione e strumentalizzazione del proprio corpo, del desiderio e della disponibilità alla cura. Il percorso parte da una riflessione teorico-pratica sulla dimensione dell’attaccamento (Bowlby, 1969, 1973, 1980; Ainsworth, 1978; Hazan Shaver, 1987) al fine di promuovere il conseguimento (seppur parziale) di un “non attaccamento” ai soggettivi schemi mentali (modelli rappresentativi del sé, dell’altro, della realtà).

Sessualità riproduttiva e violenza di genere come negazione dell’autodeterminazione femminile: dal progetto Empower-Daphne al progetto Iprase per giovani studentesse universitarie

TESTONI, INES;
2011

Abstract

L’articolo entra nel merito degli assunti di base da cui hanno preso le mosse il progetto Daphne “Empower” parallelamente al progetto Iprase “Diventare madri di sé stesse”, i quali intendono promuovere una consapevolezza e una trasformazione, da parte di giovani donne universitarie, degli script di subordinazione assunti e l’attivazione di una solidarietà femminile giocata in un reciproco supporto all’emancipazione e all’emersione spontanea delle soggettive peculiarità. Si tratta di un intervento di socializzazione secondaria volta a comprendere le tematiche relative al nesso tra interiorizzazione e strumentalizzazione del proprio corpo, del desiderio e della disponibilità alla cura. Il percorso parte da una riflessione teorico-pratica sulla dimensione dell’attaccamento (Bowlby, 1969, 1973, 1980; Ainsworth, 1978; Hazan Shaver, 1987) al fine di promuovere il conseguimento (seppur parziale) di un “non attaccamento” ai soggettivi schemi mentali (modelli rappresentativi del sé, dell’altro, della realtà).
2011
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