OBIETTIVI: attraverso l’applicazione di un indicatore, quale la Mortalità Evitabile (ME), valutare l’efficacia pratica degli interventi sanitari attuatidall’AULSS 18 della Regione Veneto allo scopo di modificare i determinanti negativi per la salute e ridurne gli effetti. La ME è stata analizzata per stimare gli Anni di Vita Persi (AVP) che si potrebbero risparmiare attraverso l’implementazione di adeguati interventi preventivi. MATERIALI: le cause di ME utilizzate sono state tratte dalla letteratura nazionale ed internazionale e riassunte in tre gruppi principali: - Prevenzione, comprende gli interventi finalizzati al controllo dei fattori di rischio (abitudini, stili di vita, comportamenti individuali); - Diagnosi e trattamento precoce, di patologie per le quali c’è evidenza scientifica di riduzione della mortalità attraverso adeguati programmi di screening; - Assistenza sanitaria, considera la riduzione della mortalità per malattie passibili di miglioramento terapeutico. Sono stati calcolati sia il numero degli eventi evitabili, con i relativi anni di vita persi, nella popolazione dell’AULSS 18 della Regione Veneto, che la percentuale di morti evitabili sulle morti complessive per periodo. L’elaborazione dei dati è stata effettuata a partire dal 1997 con suddivisione in trienni. È stato utilizzato come denominatore, per il calcolo dei tassi, la popolazione residente nell’Azienda riferita al singolo triennio. RIASSUNTO: complessivamente, nel periodo analizzato, si sono verificate 2.229 morti evitabili con 22.088 AVP. La ME rappresenta il 10,1% del totale dei decessi (13,5% maschi; 6,9% femmine). Il 68,3% (1.523 soggetti) delle morti evitabili rientra nel gruppo Prevenzione, dove le morti violente, il 60,1% nel sesso maschile, comportano il tasso di AVP più elevato. Riguardo alla Diagnosi precoce, la causa complessiva più comune di ME è il carcinoma del colon-retto (49,1%); nelle femmine il carcinoma mammario (60,0%). Nel gruppo Assistenza la causa più rilevante è data dalle malattie ischemiche e dall’IMA (57,5%) con tassi più elevati nei maschi (62,7%). Durante il periodo considerato, si osserva una riduzione percentuale del tasso di ME del 30,3% e del 16,2% rispettivamente per i gruppi Prevenzione e Assistenza, mentre, per Diagnosi precoce, si registra un incremento del 9,8%. CONCLUSIONI: i risultati della ME riguardo la Diagnosi precoce attestano l’utilità delle politiche sanitarie di screening avviate. Si osserva inoltre un’evoluzione positiva degli indicatori inerenti gli interventi di prevenzione e correzione degli stili di vita, seppur la Prevenzione registri la quota maggiore di ME. Anche in merito all’Assistenza i dati indicano un costante miglioramento

Mortalità Evitabile nella popolazionedell’Azienda ULSS 18 della RegioneVeneto

BALDOVIN, TATJANA;Furlan P;BALDO, VINCENZO
2010

Abstract

OBIETTIVI: attraverso l’applicazione di un indicatore, quale la Mortalità Evitabile (ME), valutare l’efficacia pratica degli interventi sanitari attuatidall’AULSS 18 della Regione Veneto allo scopo di modificare i determinanti negativi per la salute e ridurne gli effetti. La ME è stata analizzata per stimare gli Anni di Vita Persi (AVP) che si potrebbero risparmiare attraverso l’implementazione di adeguati interventi preventivi. MATERIALI: le cause di ME utilizzate sono state tratte dalla letteratura nazionale ed internazionale e riassunte in tre gruppi principali: - Prevenzione, comprende gli interventi finalizzati al controllo dei fattori di rischio (abitudini, stili di vita, comportamenti individuali); - Diagnosi e trattamento precoce, di patologie per le quali c’è evidenza scientifica di riduzione della mortalità attraverso adeguati programmi di screening; - Assistenza sanitaria, considera la riduzione della mortalità per malattie passibili di miglioramento terapeutico. Sono stati calcolati sia il numero degli eventi evitabili, con i relativi anni di vita persi, nella popolazione dell’AULSS 18 della Regione Veneto, che la percentuale di morti evitabili sulle morti complessive per periodo. L’elaborazione dei dati è stata effettuata a partire dal 1997 con suddivisione in trienni. È stato utilizzato come denominatore, per il calcolo dei tassi, la popolazione residente nell’Azienda riferita al singolo triennio. RIASSUNTO: complessivamente, nel periodo analizzato, si sono verificate 2.229 morti evitabili con 22.088 AVP. La ME rappresenta il 10,1% del totale dei decessi (13,5% maschi; 6,9% femmine). Il 68,3% (1.523 soggetti) delle morti evitabili rientra nel gruppo Prevenzione, dove le morti violente, il 60,1% nel sesso maschile, comportano il tasso di AVP più elevato. Riguardo alla Diagnosi precoce, la causa complessiva più comune di ME è il carcinoma del colon-retto (49,1%); nelle femmine il carcinoma mammario (60,0%). Nel gruppo Assistenza la causa più rilevante è data dalle malattie ischemiche e dall’IMA (57,5%) con tassi più elevati nei maschi (62,7%). Durante il periodo considerato, si osserva una riduzione percentuale del tasso di ME del 30,3% e del 16,2% rispettivamente per i gruppi Prevenzione e Assistenza, mentre, per Diagnosi precoce, si registra un incremento del 9,8%. CONCLUSIONI: i risultati della ME riguardo la Diagnosi precoce attestano l’utilità delle politiche sanitarie di screening avviate. Si osserva inoltre un’evoluzione positiva degli indicatori inerenti gli interventi di prevenzione e correzione degli stili di vita, seppur la Prevenzione registri la quota maggiore di ME. Anche in merito all’Assistenza i dati indicano un costante miglioramento
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