Le rappresentazioni egemoniche del “Noi” non sono mai pacificate e per restare tali richiedono il quotidiano silenzio di sguardi consenzienti. Questo articolo intende mostrare come attraverso dei focus group di giovani autoctoni/e e figli/e delle migrazioni sia possibile cogliere le tensioni in queste rappresentazioni dominanti e riflettere sulla negoziabilità dell’Alterità. Il testo è strutturato in tre parti. Nella prima, viene presentata la ricerca sulle autorappresentazioni visuali di giovani in Veneto, chiarendone i presupposti teorici e l’impianto metodologico. Nella seconda parte, si esamina il conflittuale processo di significazione delle immagini prodotte o selezionate dai giovani partecipanti e si mostrano i processi di identificazione e differenziazione che emergono nelle diverse fasi della discussione di gruppo. Nell’ultima parte si sostiene che vedere sia una pratica sociale, che nei focus group utilizzati nel photovoice sia possibile esprimere disaccordo nei confronti di rappresentazioni egemoniche dell’Alterità e si finisca per vedere e vedersi altrimenti da come “normalmente” si vede e si appare.

Negoziare l’Alterità. Focus group e processi di significazione delle immagini tra giovani autoctoni/e e figli/e delle migrazioni in Veneto

FRISINA, ANNALISA MARIA
2014

Abstract

Le rappresentazioni egemoniche del “Noi” non sono mai pacificate e per restare tali richiedono il quotidiano silenzio di sguardi consenzienti. Questo articolo intende mostrare come attraverso dei focus group di giovani autoctoni/e e figli/e delle migrazioni sia possibile cogliere le tensioni in queste rappresentazioni dominanti e riflettere sulla negoziabilità dell’Alterità. Il testo è strutturato in tre parti. Nella prima, viene presentata la ricerca sulle autorappresentazioni visuali di giovani in Veneto, chiarendone i presupposti teorici e l’impianto metodologico. Nella seconda parte, si esamina il conflittuale processo di significazione delle immagini prodotte o selezionate dai giovani partecipanti e si mostrano i processi di identificazione e differenziazione che emergono nelle diverse fasi della discussione di gruppo. Nell’ultima parte si sostiene che vedere sia una pratica sociale, che nei focus group utilizzati nel photovoice sia possibile esprimere disaccordo nei confronti di rappresentazioni egemoniche dell’Alterità e si finisca per vedere e vedersi altrimenti da come “normalmente” si vede e si appare.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11577/2836751
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