L’articolo si propone di analizzare la crisi dello stato liberale italiano durante l’età giolittiana attraverso la ricostruzione delle declinazioni tanto giuridiche e quanto pratiche delle tematiche della legittima difesa e della costituzione di corpi armati. La prima parte è dedicata al dibattito giuridico su porto d’armi, legittima difesa e corpi armati, con un’attenzione specifica alle posizioni dei positivisti e del giurista Vincenzo Manzini. Al tempo stesso, le questioni di dottrina non restano confinate a trattati ed enciclopedie giuridiche ma riflettono declinazioni pratiche di cruciale importanza sul terreno delle lotte sociali. Pertanto, nella seconda parte, l’articolo affronta l’analisi dell’evoluzione del quadro giuridico relativo a guardie notturne e guardie campestri al fine di sondare i cambiamenti della funzione sociale della proprietà privata e del ruolo dello Stato nella difesa dell’ordine. Infine, attraverso due casi studio (le Pattuglie cittadine di Bologna e dei Volontari lavoratori di Parma) vengono esaminati i processi di legittimazione politica e giuridica attraverso i quali dei privati cittadini si arrogano il diritto di reprimere in prima persona scioperi e disordini sociali. A emergere è una critica profonda dei fondamenti della legittimità dello stato liberale in nome di una sorta di legittima difesa di classe e di una riappropriazione della sovranità con chiare spinte eversive.

Sostituire l'autorità, riaffermare la sovranità. Legittima difesa, corpi armati e crisi dello stato nell'Italia giolittiana

Millan, Matteo
2019

Abstract

L’articolo si propone di analizzare la crisi dello stato liberale italiano durante l’età giolittiana attraverso la ricostruzione delle declinazioni tanto giuridiche e quanto pratiche delle tematiche della legittima difesa e della costituzione di corpi armati. La prima parte è dedicata al dibattito giuridico su porto d’armi, legittima difesa e corpi armati, con un’attenzione specifica alle posizioni dei positivisti e del giurista Vincenzo Manzini. Al tempo stesso, le questioni di dottrina non restano confinate a trattati ed enciclopedie giuridiche ma riflettono declinazioni pratiche di cruciale importanza sul terreno delle lotte sociali. Pertanto, nella seconda parte, l’articolo affronta l’analisi dell’evoluzione del quadro giuridico relativo a guardie notturne e guardie campestri al fine di sondare i cambiamenti della funzione sociale della proprietà privata e del ruolo dello Stato nella difesa dell’ordine. Infine, attraverso due casi studio (le Pattuglie cittadine di Bologna e dei Volontari lavoratori di Parma) vengono esaminati i processi di legittimazione politica e giuridica attraverso i quali dei privati cittadini si arrogano il diritto di reprimere in prima persona scioperi e disordini sociali. A emergere è una critica profonda dei fondamenti della legittimità dello stato liberale in nome di una sorta di legittima difesa di classe e di una riappropriazione della sovranità con chiare spinte eversive.
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