Che le mappe siano delle cose, come suggerisce il sottotitolo di questo libro e, quindi, degli oggetti, degli strumenti, delle immagini, dei materiali che coabitano e interferiscono tanto con la vita del geografo quanto di un utente ordinario, po- trebbe sembrare un truismo. Ma guardando all’eredità della geografia critica e cul- turale sia nazionale che internazionale – intrisa del potere delle rappresentazioni, delle metafore e delle ideologie – il senso immediato e contingente della materiali- tà e della “coseità” delle mappe potrebbe non apparire così intuitivo. Object-Oriented Cartography: Maps as Things nasce infatti da un senso di “sof- ferenza” nei confronti della critica radicale delle rappresentazioni geografiche e del clima di sfiducia nei confronti delle mappe che questa ha generato (pp. 1-5). Trova però una cura all’eccessiva ed estenuante demistificazione dell’idea-carta nell’istan- te in cui sottrae la mappa al regno della “Ragione cartografica” per riportarla entro la consistenza materiale della cosa-mappa.

Tania Rossetto, Object-Oriented Cartography: Maps as Things

Laura Lo Presti
2020

Abstract

Che le mappe siano delle cose, come suggerisce il sottotitolo di questo libro e, quindi, degli oggetti, degli strumenti, delle immagini, dei materiali che coabitano e interferiscono tanto con la vita del geografo quanto di un utente ordinario, po- trebbe sembrare un truismo. Ma guardando all’eredità della geografia critica e cul- turale sia nazionale che internazionale – intrisa del potere delle rappresentazioni, delle metafore e delle ideologie – il senso immediato e contingente della materiali- tà e della “coseità” delle mappe potrebbe non apparire così intuitivo. Object-Oriented Cartography: Maps as Things nasce infatti da un senso di “sof- ferenza” nei confronti della critica radicale delle rappresentazioni geografiche e del clima di sfiducia nei confronti delle mappe che questa ha generato (pp. 1-5). Trova però una cura all’eccessiva ed estenuante demistificazione dell’idea-carta nell’istan- te in cui sottrae la mappa al regno della “Ragione cartografica” per riportarla entro la consistenza materiale della cosa-mappa.
2020
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