Nella Francia di fine Ottocento, le profonde trasformazioni della forma poetica determinate dall’introduzione del vers libre stimolano la riflessione sulla natura in primis orale o scritta della poesia, e quindi del verso. La dialettica fra queste due dimensioni della forma poetica appare particolarmente interessante e complessa nell’opera di Laforgue e Claudel, che sono fra i primi vers-libristes a riconoscere l’importanza dell’aspetto grafico della loro poesia, ma al tempo stesso ne rivendicano il rapporto con l’oralità: la scrittura in versi diventa allora la notazione della voce del poeta, la partitura di un brano musicale.

Pour l’oreille o pour l’œil. Dibattito sul verso fra Otto e Novecento

Elena Coppo
2019

Abstract

Nella Francia di fine Ottocento, le profonde trasformazioni della forma poetica determinate dall’introduzione del vers libre stimolano la riflessione sulla natura in primis orale o scritta della poesia, e quindi del verso. La dialettica fra queste due dimensioni della forma poetica appare particolarmente interessante e complessa nell’opera di Laforgue e Claudel, che sono fra i primi vers-libristes a riconoscere l’importanza dell’aspetto grafico della loro poesia, ma al tempo stesso ne rivendicano il rapporto con l’oralità: la scrittura in versi diventa allora la notazione della voce del poeta, la partitura di un brano musicale.
Oralità e scrittura: i due volti delle parole
9788869381720
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