L'esperienza del Movimento No Dal Molin nasce a Vicenza nel 2006 contro la costruzione di una nuova base militare Usa nell’ex aeroporto Dal Molin. Da allora il Presidio Permanente No Dal Molin diventa la casa comune di diverse realtà antimilitariste e lo spazio della creatività del movimento. L'arte ha un ruolo fondativo di tale attivismo politico, in diverse forme riconducibili alla sfera della public art. Mentre le basi militari vicentine imitano l'arte di Andrea Palladio, infatti, il Movimento No Dal Molin attraversa la città con performance e produzioni artistiche partecipative. L’articolo intende approfondire alcune delle forme artistiche proposte dal 2006 al 2014 e indagarne l’attuale eredità. Tra queste: le azioni di Teatro invisibile e teatro di strada che le donne del movimento hanno usato per stimolare inizialmente il dibattito pubblico sulla base militare; i contributi di artisti locali, come l’azione rivolta all’Unesco The Burning Cemetery, di Alberto Peruffo; infine Silent Play, un percorso audioguidato coordinato da Carlo Presotto e scritto collettivamente: nella fase di costruzione della base, ripercorreva luoghi ed eventi simbolo del movimento.

Artivismo antimilitarista: l’esperienza del Movimento No Dal Molin a Vicenza

Chiara Spadaro;
2021

Abstract

L'esperienza del Movimento No Dal Molin nasce a Vicenza nel 2006 contro la costruzione di una nuova base militare Usa nell’ex aeroporto Dal Molin. Da allora il Presidio Permanente No Dal Molin diventa la casa comune di diverse realtà antimilitariste e lo spazio della creatività del movimento. L'arte ha un ruolo fondativo di tale attivismo politico, in diverse forme riconducibili alla sfera della public art. Mentre le basi militari vicentine imitano l'arte di Andrea Palladio, infatti, il Movimento No Dal Molin attraversa la città con performance e produzioni artistiche partecipative. L’articolo intende approfondire alcune delle forme artistiche proposte dal 2006 al 2014 e indagarne l’attuale eredità. Tra queste: le azioni di Teatro invisibile e teatro di strada che le donne del movimento hanno usato per stimolare inizialmente il dibattito pubblico sulla base militare; i contributi di artisti locali, come l’azione rivolta all’Unesco The Burning Cemetery, di Alberto Peruffo; infine Silent Play, un percorso audioguidato coordinato da Carlo Presotto e scritto collettivamente: nella fase di costruzione della base, ripercorreva luoghi ed eventi simbolo del movimento.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11577/3469799
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