L’articolo intende indagare il tema del fantastico nella Sylphide, balletto di Filippo Taglioni e Adolphe Nourrit (Parigi, Opéra, 1832), in relazione alla sua fonte letteraria, ovvero al Trilby, ou le lutin d’Argail, racconto fantastico scritto da Charles Nodier nel 1822. Nello specifico viene analizzata la dialettica tra l’universo del reale materico e il mondo onirico: sia nell’opera letteraria che nel balletto, infatti, il sogno si viene ad opporre alla realtà concreta generando un conflitto che si rivela, per entrambi i protagonisti, impossibile da sanare e che porta, ineluttabilmente, ad un finale tragico.

La Sylphide e Trilby, ovvero la dialettica tra l’universo del reale e il mondo onirico

Silvia Zanta
2023

Abstract

L’articolo intende indagare il tema del fantastico nella Sylphide, balletto di Filippo Taglioni e Adolphe Nourrit (Parigi, Opéra, 1832), in relazione alla sua fonte letteraria, ovvero al Trilby, ou le lutin d’Argail, racconto fantastico scritto da Charles Nodier nel 1822. Nello specifico viene analizzata la dialettica tra l’universo del reale materico e il mondo onirico: sia nell’opera letteraria che nel balletto, infatti, il sogno si viene ad opporre alla realtà concreta generando un conflitto che si rivela, per entrambi i protagonisti, impossibile da sanare e che porta, ineluttabilmente, ad un finale tragico.
2023
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11577/3567435
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