Il presente contributo prende in esame due versanti particolarmente “topici” nel dibattito contemporaneo sulle tecnologie – Metaverso e IA – per esaminarne alcune criticità. Esse vengono lette come manifestazione dell’ambivalente rapporto tra essere umano e tecnica, cifra del moderno homo faber e tratto caratterizzante del suo erede contemporaneo, lo homo tecnologicus, che di questo “volto di Giano” sperimenta risvolti inquietanti e spersonalizzanti. Lo scritto si concentra in particolare su alcune vulnerabilità che espongono, nel mondo digitale, la persona umana, designando tre figure particolari di digital discrimination. In chiave costruttiva, si propone un cambiamento di prospettive, volto a immaginare una tecnologia (digitale) che sia pensata per essere e mantenersi “human centered”: a tal fine si trae spunto dalla restorative ethics, quale etica attenta all’essere umano nella sua unicità, relazionalità e vulnerabilità.
Ambivalenze digitali, tra potenzialità, miraggi e labirinti Alla ricerca di un approccio etico “human-centered”
Reggio, F
2025
Abstract
Il presente contributo prende in esame due versanti particolarmente “topici” nel dibattito contemporaneo sulle tecnologie – Metaverso e IA – per esaminarne alcune criticità. Esse vengono lette come manifestazione dell’ambivalente rapporto tra essere umano e tecnica, cifra del moderno homo faber e tratto caratterizzante del suo erede contemporaneo, lo homo tecnologicus, che di questo “volto di Giano” sperimenta risvolti inquietanti e spersonalizzanti. Lo scritto si concentra in particolare su alcune vulnerabilità che espongono, nel mondo digitale, la persona umana, designando tre figure particolari di digital discrimination. In chiave costruttiva, si propone un cambiamento di prospettive, volto a immaginare una tecnologia (digitale) che sia pensata per essere e mantenersi “human centered”: a tal fine si trae spunto dalla restorative ethics, quale etica attenta all’essere umano nella sua unicità, relazionalità e vulnerabilità.Pubblicazioni consigliate
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