Questo saggio esplora il ruolo simbolico dell'acqua nella letteratura boliviana, concentrandosi in particolare sul racconto "La composición de la sal" (2016) di Magela Baudoin. L'analisi rivela come l'acqua funga da elemento catalizzatore, sospendendo e ridefinendo il significato all'interno del testo, creando uno spazio di attesa per nuove interpretazioni. Il lavoro esamina due assi tematici principali nel racconto di Baudoin. Il primo asse contrappone la triade lacrima-malinconia-resa alla triade mare-monade-gioia, esplorando la tensione tra l'esperienza intima del dolore umano e l'apertura verso l'infinito e la pienezza dell'essere. Il secondo asse si concentra sulla memoria, contrapponendo il radicamento nel passato alla dissoluzione dell'identità, evidenziando come la perdita di sé possa rappresentare una forma di liberazione e trasformazione. Il saggio argomenta che Baudoin, attraverso l'uso di oggetti apparentemente insignificanti, scatena nel protagonista un vortice interiore che tende verso una dimensione acquatica. Questo processo viene interpretato alla luce della teoria di Jane Bennett sulla "materia vibrante", suggerendo una profonda interconnessione tra corpi organici e inorganici. Infine, l'analisi rivela come Baudoin crei una narrazione che oscilla tra poli apparentemente contraddittori ma complementari, utilizzando l'acqua come mezzo per esplorare le profondità dell'anima umana e la memoria come terreno per la ridefinizione dell'identità. Il saggio propone che questa complessa trama simbolica e concettuale offra nuove prospettive sulla relazione tra individuo, natura e memoria nella letteratura boliviana contemporanea.
Linea de agua: “Curamos el espanto, se dan baños de alegría”. Magela Baudoin, cuerpo y espacio en La composición de la sal
Emanuele Leonardi
2026
Abstract
Questo saggio esplora il ruolo simbolico dell'acqua nella letteratura boliviana, concentrandosi in particolare sul racconto "La composición de la sal" (2016) di Magela Baudoin. L'analisi rivela come l'acqua funga da elemento catalizzatore, sospendendo e ridefinendo il significato all'interno del testo, creando uno spazio di attesa per nuove interpretazioni. Il lavoro esamina due assi tematici principali nel racconto di Baudoin. Il primo asse contrappone la triade lacrima-malinconia-resa alla triade mare-monade-gioia, esplorando la tensione tra l'esperienza intima del dolore umano e l'apertura verso l'infinito e la pienezza dell'essere. Il secondo asse si concentra sulla memoria, contrapponendo il radicamento nel passato alla dissoluzione dell'identità, evidenziando come la perdita di sé possa rappresentare una forma di liberazione e trasformazione. Il saggio argomenta che Baudoin, attraverso l'uso di oggetti apparentemente insignificanti, scatena nel protagonista un vortice interiore che tende verso una dimensione acquatica. Questo processo viene interpretato alla luce della teoria di Jane Bennett sulla "materia vibrante", suggerendo una profonda interconnessione tra corpi organici e inorganici. Infine, l'analisi rivela come Baudoin crei una narrazione che oscilla tra poli apparentemente contraddittori ma complementari, utilizzando l'acqua come mezzo per esplorare le profondità dell'anima umana e la memoria come terreno per la ridefinizione dell'identità. Il saggio propone che questa complessa trama simbolica e concettuale offra nuove prospettive sulla relazione tra individuo, natura e memoria nella letteratura boliviana contemporanea.| File | Dimensione | Formato | |
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