Questo contributo presenta una riflessione a partire dalle “10 tesi per fare ricerca tra mondi educativi” elaborate da Franco Santamaria nell’ambito del progetto “Si impara facendo” (Santamaria, 2023) e presenta un ragionamento articolato su quattro “movimenti”, più una “coda”. L’intento è di riprendere alcuni spunti proposti da Santamaria che investono la dimensione dei diritti del bambino e dell’adolescente e di elaborarli per andare un passo oltre la dimensione educativa che il testo di partenza privilegia e investire le implicazioni politiche e trasformative implicite nella visione dell’azione educativa con gli adolescenti “in difficoltà” nella chiave dei diritti. Il primo movimento prende atto della difficoltà di affrontare in modo coerente il tema della partecipazione degli adolescenti e il discorso sui loro diritti, che inevitabilmente si presenta in forma oppositiva. Il secondo si interroga sulla carenza di spazi di partecipazione effettiva offerti agli adolescenti nell’attuale congiuntura e quindi sul loro silenzio. Il terzo riflette sulla difficoltà di trovare un piano condiviso di co-costruzione educativa con gli adolescenti in difficoltà, derivante dalla carenza di codici e strumenti comunicativi condivisi. Infine, il quarto movimento propone agli educatori di interpretare il loro ruolo come quello di “ambasciatori” presso mondi che non necessariamente condividono gli stessi codici e che richiedono quindi una forma di ascolto “diplomatico”, prima ancora che “educativo”. La “coda”, infine, invita a intendere con opportuna serenità questa doppia missione di educatore/ambasciatore, evitando illusioni “civilizzatrici”, ma coltivando piuttosto l’attitudine del ricercatore o, meglio, dell’esploratore di nuovi mondi.

Se anche le/gli adolescenti dicono: «Niente su di noi senza di noi»

Paolo de Stefani
2024

Abstract

Questo contributo presenta una riflessione a partire dalle “10 tesi per fare ricerca tra mondi educativi” elaborate da Franco Santamaria nell’ambito del progetto “Si impara facendo” (Santamaria, 2023) e presenta un ragionamento articolato su quattro “movimenti”, più una “coda”. L’intento è di riprendere alcuni spunti proposti da Santamaria che investono la dimensione dei diritti del bambino e dell’adolescente e di elaborarli per andare un passo oltre la dimensione educativa che il testo di partenza privilegia e investire le implicazioni politiche e trasformative implicite nella visione dell’azione educativa con gli adolescenti “in difficoltà” nella chiave dei diritti. Il primo movimento prende atto della difficoltà di affrontare in modo coerente il tema della partecipazione degli adolescenti e il discorso sui loro diritti, che inevitabilmente si presenta in forma oppositiva. Il secondo si interroga sulla carenza di spazi di partecipazione effettiva offerti agli adolescenti nell’attuale congiuntura e quindi sul loro silenzio. Il terzo riflette sulla difficoltà di trovare un piano condiviso di co-costruzione educativa con gli adolescenti in difficoltà, derivante dalla carenza di codici e strumenti comunicativi condivisi. Infine, il quarto movimento propone agli educatori di interpretare il loro ruolo come quello di “ambasciatori” presso mondi che non necessariamente condividono gli stessi codici e che richiedono quindi una forma di ascolto “diplomatico”, prima ancora che “educativo”. La “coda”, infine, invita a intendere con opportuna serenità questa doppia missione di educatore/ambasciatore, evitando illusioni “civilizzatrici”, ma coltivando piuttosto l’attitudine del ricercatore o, meglio, dell’esploratore di nuovi mondi.
2024
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