Il commento analizza la pronuncia della Corte europea dei diritti dell’uomo sulla «questione italiana» della doppia maternità iscritta nell’atto di nascita di un nato in Italia da PMA eseguita illecitamente all’estero, dopo il deposito della sentenza n. 68 del 2025 della Corte costituzionale. La Corte di Strasburgo salva l’Italia non ravvisando alcuna violazione dell’art. 8 CEDU nei profili della «vita privata» e di quella «familiare» del minore ricorrente sulla scorta dell’interpretazione consolidata della «discrezionalità» in ordine ai mezzi utilizzabili dagli Stati membri per formalizzare il rapporto di filiazione con il genitore d’intenzione non biologico; secondo la Corte europea, infatti, l’Italia ha assolto all’obbligo positivo attraverso la disciplina dell’adozione in casi particolari di cui all’art. 44 e ss. della l. n. 184/1983, idonea a tutelare con «tempestività ed efficacia» l’interesse del minore al rispetto della «vita privata» e «familiare». The commentary analyses the ruling of the European Court of Human Rights on the “Italian question” of dual maternity recorded on the birth certificate of a child born in Italy as a result of illegal assisted reproduction abroad, following the filing of judgment no. 68/2025 of the Constitutional Court. The Strasbourg Court acquits Italy, finding no violation of Article 8 of the ECHR in relation to the “private” and “family” life of the minor applicant, on the basis of the established interpretation of “discretion” with regard to the means that Member States may use to formalise the parent-child relationship with the non-biological intended parent; according to the European Court, Italy has fulfilled its positive obligation through the regulation of adoption in special cases referred to in Article 44 et seq. of Law No. 184/1983, which is suitable for protecting “promptly and effectively” the interests of the child in respect of “private” and “family” life.

La «maternità d’intenzione» dopo Corte cost. n. 68/2025: la Corte europea ‘‘salva’’ l’Italia ma non «l’identità» del minore

bianca checchini
2026

Abstract

Il commento analizza la pronuncia della Corte europea dei diritti dell’uomo sulla «questione italiana» della doppia maternità iscritta nell’atto di nascita di un nato in Italia da PMA eseguita illecitamente all’estero, dopo il deposito della sentenza n. 68 del 2025 della Corte costituzionale. La Corte di Strasburgo salva l’Italia non ravvisando alcuna violazione dell’art. 8 CEDU nei profili della «vita privata» e di quella «familiare» del minore ricorrente sulla scorta dell’interpretazione consolidata della «discrezionalità» in ordine ai mezzi utilizzabili dagli Stati membri per formalizzare il rapporto di filiazione con il genitore d’intenzione non biologico; secondo la Corte europea, infatti, l’Italia ha assolto all’obbligo positivo attraverso la disciplina dell’adozione in casi particolari di cui all’art. 44 e ss. della l. n. 184/1983, idonea a tutelare con «tempestività ed efficacia» l’interesse del minore al rispetto della «vita privata» e «familiare». The commentary analyses the ruling of the European Court of Human Rights on the “Italian question” of dual maternity recorded on the birth certificate of a child born in Italy as a result of illegal assisted reproduction abroad, following the filing of judgment no. 68/2025 of the Constitutional Court. The Strasbourg Court acquits Italy, finding no violation of Article 8 of the ECHR in relation to the “private” and “family” life of the minor applicant, on the basis of the established interpretation of “discretion” with regard to the means that Member States may use to formalise the parent-child relationship with the non-biological intended parent; according to the European Court, Italy has fulfilled its positive obligation through the regulation of adoption in special cases referred to in Article 44 et seq. of Law No. 184/1983, which is suitable for protecting “promptly and effectively” the interests of the child in respect of “private” and “family” life.
2026
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