La ricerca intende contribuire alla ricostruzione del ruolo avuto dall'Opera di Bartolomeo Scappi nella formazione del lessico gastronomico italiano. Tale scopo viene perseguito sia rappresentando la ricchezza del vocabolario trasmesso sia evidenziando la presenza di elementi riconducibili a una non trascurabile sensibilità linguistica dell’autore, per lo più orientata a sostenere la corretta individuazione dei referenti da parte di lettori portatori di conoscenze linguistiche eterogenee. Nello specifico, lo studio propone una disamina delle glosse che accompagnano alcuni termini di cucina, per diverse ragioni ritenuti di non facile accesso, e una panoramica sulle relazioni tra parole esplicitate nel testo, normalmente rapporti di sinonimia che possono però sfociare nell'iponimia o nella meronimia; in aggiunta, vengono commentate le ricostruzioni etimologiche avanzate nel ricettario, di un qualche interesse sebbene limitate nel numero e attinte a fonti altre. Nel ricostruire le competenze lessicali dell'autore e il suo approccio alla terminologia gastronomica, il contributo delinea il profilo storico, lessicologico e semantico di parole rilevanti per la loro rarità o per l'esibizione di accezioni peculiari: tra esse si possono segnalare i sostantivi arcibecco, barbaglia, groppello, panghiotto e telerina; gli aggettivi barbagliato, bazzotto, cesenese e vergine; i verbi innaspare e perlessare.
«La crema, cioè la telerina di sopra, ch’è il capo di latte». Glosse e sinonimi nell’Opera (1570) di Bartolomeo Scappi
Giovanni Urraci
2026
Abstract
La ricerca intende contribuire alla ricostruzione del ruolo avuto dall'Opera di Bartolomeo Scappi nella formazione del lessico gastronomico italiano. Tale scopo viene perseguito sia rappresentando la ricchezza del vocabolario trasmesso sia evidenziando la presenza di elementi riconducibili a una non trascurabile sensibilità linguistica dell’autore, per lo più orientata a sostenere la corretta individuazione dei referenti da parte di lettori portatori di conoscenze linguistiche eterogenee. Nello specifico, lo studio propone una disamina delle glosse che accompagnano alcuni termini di cucina, per diverse ragioni ritenuti di non facile accesso, e una panoramica sulle relazioni tra parole esplicitate nel testo, normalmente rapporti di sinonimia che possono però sfociare nell'iponimia o nella meronimia; in aggiunta, vengono commentate le ricostruzioni etimologiche avanzate nel ricettario, di un qualche interesse sebbene limitate nel numero e attinte a fonti altre. Nel ricostruire le competenze lessicali dell'autore e il suo approccio alla terminologia gastronomica, il contributo delinea il profilo storico, lessicologico e semantico di parole rilevanti per la loro rarità o per l'esibizione di accezioni peculiari: tra esse si possono segnalare i sostantivi arcibecco, barbaglia, groppello, panghiotto e telerina; gli aggettivi barbagliato, bazzotto, cesenese e vergine; i verbi innaspare e perlessare.Pubblicazioni consigliate
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