Portatori di superpoteri e strumenti di exploits straordinari, capaci di imprese formidabili e di colpi maestri dagli esiti definitivi, gli ultracorpi dei grandi campioni militari non sono soltanto tremendi strumenti di guerra e di morte potenziati da lucenti e rumorose armi di ferro, ma si impongono nelle narrazioni eroiche come luoghi di confluenza e di rappresentazione dei valori ideologici e delle poste in gioco simboliche che partecipano in modo decisivo alla costruzione del senso. Con le sue proporzioni esuberanti ed eccessive, il corpo dei combattenti d’élite si fa correlativo fisico dell’idea di dismisura e di hybris in cui si incarna il senso dell’iperbole epica. Tenendo sullo sfondo i grandi archetipi della tradizione, il presente contributo focalizza l’attenzione sulla corporeità oversize dei baroni epici e su quella più armoniosa dei cavalieri arturiani della letteratura antico-francese, con un’analisi che tiene conto della ritrattistica “in posa”, concepita secondo i criteri convenzionali dell’effictio, ma anche delle figure in azione, della loro cinesica e prossemica, della violenza agita e subita.
Corpi eroici: l’iper-fisicità guerriera nella letteratura antico-francese
Barbieri, Alvaro
2026
Abstract
Portatori di superpoteri e strumenti di exploits straordinari, capaci di imprese formidabili e di colpi maestri dagli esiti definitivi, gli ultracorpi dei grandi campioni militari non sono soltanto tremendi strumenti di guerra e di morte potenziati da lucenti e rumorose armi di ferro, ma si impongono nelle narrazioni eroiche come luoghi di confluenza e di rappresentazione dei valori ideologici e delle poste in gioco simboliche che partecipano in modo decisivo alla costruzione del senso. Con le sue proporzioni esuberanti ed eccessive, il corpo dei combattenti d’élite si fa correlativo fisico dell’idea di dismisura e di hybris in cui si incarna il senso dell’iperbole epica. Tenendo sullo sfondo i grandi archetipi della tradizione, il presente contributo focalizza l’attenzione sulla corporeità oversize dei baroni epici e su quella più armoniosa dei cavalieri arturiani della letteratura antico-francese, con un’analisi che tiene conto della ritrattistica “in posa”, concepita secondo i criteri convenzionali dell’effictio, ma anche delle figure in azione, della loro cinesica e prossemica, della violenza agita e subita.Pubblicazioni consigliate
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