Oggi i consumatori si orientano spesso verso il latte crudo perché lo ritengono nutrizionalmente più valido e di migliore qualità igienico-sanitaria. Purtroppo il consumatore non è a conoscenza che il latte, proprio perché crudo, cela dei pericoli per la salute. Le nostre indagini hanno riguardato 85 distributori automatici di Veneto ed Emilia-Romagna; tra giugno 2006 e agosto 2008 da ogni erogatore abbiamo prelevato 3 campioni, per un totale di 255 campioni di latte; su ciascuno di essi si sono ricercati: carica microbica totale (CMT), cellule somatiche, Salmonella, Listeria monocytogenes, Escherichia coli O157, Staphylococcus aureus, Pseudomonas, Campylobacter termotolleranti. In 73 campioni su 255, la CMT era superiore ai limiti di legge e il 22% dei campioni aveva un numero di cellule somatiche > 300.000. La carica media di Pseudomonas è stata di 11.600 UFC/mL (minimo 100 UFC/ e massimo 150.000 UFC/mL). Trentasette campioni sono risultati positivi per Campylobacter termotolleranti. In 2 campioni abbiamo isolato E. coli O157; Salmonella enterica, Listeria monocytogenes; i ceppi enterotossici di S. aureus sono risultati costantemente assenti. Nel periodo tra maggio 2009 e maggio 2010 sono stati analizzati altri 132 campioni di latte crudo prelevati da 44 distributori al fine di ricercare E. coli O157, senza avere alcun isolamento. I produttori di latte crudo devono essere consapevoli che il loro prodotto può essere un veicolo all’uomo di Campylobacter spp. e ceppi di Escherichia coli enteropatogeni.

CARATTERISTICHE MICROBIOLOGICHE DEL LATTE CRUDO DISTRIBUITO AL DETTAGLIO CON EROGATORI AUTOMATICI IN VENETO ED EMILIA-ROMAGNA

ALBERGHINI, LEONARDO;CATELLANI, PAOLO;GIACCONE, VALERIO
2011

Abstract

Oggi i consumatori si orientano spesso verso il latte crudo perché lo ritengono nutrizionalmente più valido e di migliore qualità igienico-sanitaria. Purtroppo il consumatore non è a conoscenza che il latte, proprio perché crudo, cela dei pericoli per la salute. Le nostre indagini hanno riguardato 85 distributori automatici di Veneto ed Emilia-Romagna; tra giugno 2006 e agosto 2008 da ogni erogatore abbiamo prelevato 3 campioni, per un totale di 255 campioni di latte; su ciascuno di essi si sono ricercati: carica microbica totale (CMT), cellule somatiche, Salmonella, Listeria monocytogenes, Escherichia coli O157, Staphylococcus aureus, Pseudomonas, Campylobacter termotolleranti. In 73 campioni su 255, la CMT era superiore ai limiti di legge e il 22% dei campioni aveva un numero di cellule somatiche > 300.000. La carica media di Pseudomonas è stata di 11.600 UFC/mL (minimo 100 UFC/ e massimo 150.000 UFC/mL). Trentasette campioni sono risultati positivi per Campylobacter termotolleranti. In 2 campioni abbiamo isolato E. coli O157; Salmonella enterica, Listeria monocytogenes; i ceppi enterotossici di S. aureus sono risultati costantemente assenti. Nel periodo tra maggio 2009 e maggio 2010 sono stati analizzati altri 132 campioni di latte crudo prelevati da 44 distributori al fine di ricercare E. coli O157, senza avere alcun isolamento. I produttori di latte crudo devono essere consapevoli che il loro prodotto può essere un veicolo all’uomo di Campylobacter spp. e ceppi di Escherichia coli enteropatogeni.
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